PROMUOVERE SOCIETÀ INTERCULTURALI TRA ITALIANI E RIFUGIATI
Università di Milano, 17 giugno 2025 ore 16.30-18.30
Incontro intorno al volume “Uno più uno non fa due” di Chiara Marchetti presso la Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali in via Conservatorio 7, aula seminari SPS (II piano, stanza 215) e in diretta su Teams.
La sede è raggiungibile con i mezzi pubblici (MM S. Babila).
Si discuterà l’integrazione dei rifugiati guardando al concetto con una prospettiva critica che ci permetta di mettere in luce dei processi dinamici, bidirezionali, complessi basati su una partecipazione attiva di tutti gli attori coinvolti; rifugiati, istituzioni locali, e società civile.
A partire dal libro “Uno più uno non fa due” di Chiara Marchetti si creerà uno spazio di discussione tra l’autrice e altre esperienze locali di attori della società civile come Refugees Welcome e Intersos.
Programma
Chair
- Eleonora De Stefanis – Università degli Studi di Milano
Introduce
- Elena Fontanari – Università degli Studi di Milano
Intervengono
- Chiara Marchetti – Ciac Parma
- Viola Macchi Cassia – Refugees Welcome Italia e Università di Milano-Bicocca
- Cosimo Verrusio – Intersos
Discussant
- Paola Bonizzoni – Università degli Studi di Milano
diretta su Teams
scarica il programma.pdf
Il libro di Chiara Marchetti
“L’interrogativo che sta alla radice di questo volume, così come dell’intero programma Community Matching, è semplice e al contempo difficilissimo: ci si può impegnare per l’accoglienza, l’integrazione, la cittadinanza delle persone rifugiate senza considerare al contempo il tessuto sociale degli italiani e delle italiane, le comunità locali, i contesti concreti in cui chi arriva in cerca di asilo cerca di insediarsi? A sentire le più di 300 persone, buddy italiani e rifugiati che partecipano al Community Matching, ascoltate nel 2023 per questa ricerca la risposta è no. Le loro testimonianze parlano di un legame inscindibile tra il benessere personale, la promozione della coesione sociale e di comunità inclusive, il contrasto al razzismo e lo sviluppo di nuovi legami interculturali significativi. Passando dalle esperienze più personali alle potenzialità di cambiamento attraverso l’incontro e perché no il conflitto, arrivando all’impatto sulle comunità e sulle città, il libro racconta la necessità e la bellezza di aprirsi alle tante alterità che ci circondano. Perché in fondo i legami interculturali sono una straordinaria palestra di cittadinanza e partecipazione.”